Hyde Park Gate News

Scrivere è il piacere profondo, essere letti quello superficiale


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La forma e la sostanza

In un mondo dove la comunicazione è tutto – a volte trasmettere un’idea conta quasi più che metterla in pratica – il nuovo papa sembra molto a suo agio.
Tutti dicono: “Aspettiamolo alla prova dei fatti”, ma io penso che Jorge Bergoglio abbia già fatto capire di che pasta è fatto.
Nel giro di pochi giorni – nemmeno una settimana – si è comportato in maniera nuova, contrapponendosi nettamente con le abitudini e i modi di fare dei suoi predecessori.
Ha cominciato dal balcone della basilica vaticana presentandosi con un colloquiale “Buonasera” e indossando solo una croce di metallo al posto dei classici crocifissi d’oro, ha continuato rifiutando la macchina di rappresentanza per prendere posto sul pullmino con gli altri cardinali.
Non ha usato la macchina di rappresentanza, ha pagato il conto dell’albergo dove risiedeva prima del conclave, ha chiesto la benedizione dei fedeli prima di dare la sua.
Per poi venire agli ultimi fatti, che denotano anche un contenuto oltre alla forma.

Il perdono
In un’epoca avara di santi e di persone virtuose, ha riportato al centro il concetto di perdono: siamo tutti peccatori, ma il Signore è misericordioso.
«Un po’ di misericordia – ha detto il Pontefice – cambia il mondo, lo rende meno freddo e più giusto. Dio mai si stanca di perdonarci, il problema è che noi ci stanchiamo di chiedere di perdono».

L’anello
Povertà doveva essere, e povertà è stata. Domani il cardinale decano Angelo Sodano offrirà al pontefice il suo anello del pescatore, che è una delle insegne del papa e che indossa all’anulare della mano destra, che però non sarà d’oro come impone l’usanza, ma bensì di argento dorato.

Anello

Gli atei
Papa Francesco ha rispetto per tutti, atei compresi.
Durante la sua udienza per i giornalisti, si è rivolto a loro così:
«Vi avevo detto che vi avrei dato di cuore la mia benedizione. Molti di voi non appartengono alla Chiesa cattolica, altri non sono credenti. Di cuore imparto questa benedizione, nel silenzio, a ciascuno di voi, rispettando la coscienza di ciascuno, ma sapendo che ciascuno di voi è figlio di Dio. Che Dio vi benedica».

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Silenzio.

Su Jorge Mario Bergoglio – da ieri sera (ore 19.06) è diventato per tutti Papa Francesco – si è detto tutto e, probabilmente, molto ancora si avrà da dire.

Che è gesuita, il primo papa gesuita.

Che ha scelto di chiamarsi Francesco, il primo che si lega al nome del santo di Assisi.

Che è il primo papa sudamericano.

Che ha insegnato letteratura e psicologia

Che è un grande tifoso di calcio, in particolare della squadra del San Lorenzo de Almagro, società del quartiere Boedo di Buenos Aires (colori rosso e blu a strisce verticali, fondata da un salesiano).

Che ha indossato un crocifisso di legno, invece che un crocifisso d’oro come i precedenti pontefici.

Che a Buenos Aires girava coi mezzi pubblici e abitava in un piccolo appartamento riscaldato da una stufetta.

Che ha origini italiane, precisamente piemontesi.

Ma io invece vorrei soffermarmi su un aspetto meno evidente, meno clamoroso: il silenzio.

Francesco, affacciato al balcone della basilica vaticana, ha fatto una richiesta insolita: «Vorrei dare la benedizione, ma prima vi chiedo un favore, vi chiedo che voi preghiate il Signore per me, chiediate al Signore che benedica il suo vescovo, facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me».

FollaSPietro

E c’è stato silenzio per davvero.

Sembra strano ma, come dice molto bene Gramellini su La Stampa, è molto difficile fare silenzio, soprattutto in luoghi così grandi e affollati.

Fare silenzio, ascoltare, ascoltarsi. Per poi ripartire.

Biografia


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Chiusi a chiave

E’ questione di pochi giorni, poi avrà inizio il primo conclave della storia moderna alla presenza di un Papa dimissionario.

L’annuncio di Benedetto XVI

Lunedì 11 febbraio, durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto, Joseph Ratzinger ha sorpreso tutti – anche perchè lo ha detto in latino – con il suo annuncio:

“Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di San Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20.00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice”

La decisione ha preso in contropiede tutti, persino la segreteria vaticana, perchè la conoscevano solo Benedetto XVI e suo fratello Georg.

Da lì in poi si è messo in moto un meccanismo che ha mescolato rituali millenari con procedure modernissime. Il pontefice, infatti, ha salutato i suoi fedeli tramite il suo account Twitter:

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e, sorvolando Roma con un elicottero bianco, si è recato a Castel Gandolfo dove si ritirerà durante il conclave.

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Il “pontefice emerito” risiederà definitivamente tra le mura vaticane quando – tra due mesi – saranno finiti i lavori di restauro del monastero “Mater Ecclesiae”.

Dalle ore 20.00 del 28 febbraio è iniziata ufficialmente la cosiddetta sede vacante: Joseph Ratzinger da quel momento ha preso il titolo di Papa emerito, sono stati requisiti il timbro e l’Anello del Pescatore per poi essere distrutti (in realtà l’anello, ieri, è stato solo rigato)

Il Conclave

Il conclave si chiama in questo modo perchè le riunioni per scegliere il nuovo Papa si svolgono nella cappella Sistina, che viene chiusa a chiave (cum clave, appunto, ma il simbolo della chiave indica anche il successore di Pietro, che ha ricevuto le chiavi del paradiso) per evitare che trapelino informazioni. Verrà infatti imposto il riserbo più assoluto per i cardinali, ai quali verrà proibito comunicare con l’esterno . Anche Twitter, che viene utilizzato da 17 porporati, sarà proibito. Il cardinal Ravasi, famoso per le sue “twittomelie“, ha già salutato i suoi followers preannunciando il silenzio, mentre il cardinale Scola si è cancellato dal social network, magari sperando di poter cinguettare d’ora in poi dall’account @pontifex (che adesso recita “Sede vacante”, ed è stato sospeso e resettato).

Di solito la data di inizio del conclave viene fissata tra i 15 e i 20 giorni successivi all’inizio della Sede Vacante anche perchè prima solitamente si celebrano i funerali del precedente pontefice. Questa volta invece la situazione è differente e Benedetto XVI, in una delle sue ultime decisioni da Papa, ha emanato un motu proprio (cioè una decisione autonoma del Pontefice, non suggerita da membri della Curia) nel quale stabiliva che il Conclave potrà decidere di anticipare la data.

La data di inizio

Al momento non è ancora stata indicata una data per l’inizio del conclave anche se alcuni indizi – la basilica di San Pietro è stata prenotata per il pomeriggio di lunedì 11 marzo per una messa ‘pro-eligendo Romano Pontifice’, messa che precede l’ingresso dei cardinali nel Conclave – porterebbero a pensare che sia questione di pochi giorni.

Per poter decidere una data precisa, infatti, bisogna attendere l’arrivo di tutti i cardinali, che provengono da ogni parte del mondo. A Roma si attende l’arrivo di un ultimo cardinale elettore, il porporato vietnamita, Jean Baptiste Pahm Minh Man; come spiegato da padre Federico Lombardi – direttore della Sala Stampa della Santa Sede – “Può essere più rispettoso e naturale attendere che ci siano tutti. Non c’è nessuna fretta da parte del collegio cardinalizio, ma anzi c’è la volontà di una preparazione adeguata, seria, approfondita, non affrettata”.

I cardinali

Benedetto XVI ha detto da subito che non avrebbe partecipato ai lavori e, nell’ultimo giorno del suo pontificato, ha affermato che osserverà “Totale obbedienza e reverenza” al futuro Papa. I cardinali elettori sono 117, mentre il collegio cardinalizio – composto anche dai porporati con più di 80 anni di età – è composto da 207 eminenze, di cui 83 nominate da Benedetto XVI. Saranno solo 115 i cardinali a prender parte al conclave, perchè hanno rinunciato a esercitare il diritto di eleggere il Papa sia l’arcivescovo emerito di Jakarta – Julius Riyadi Darmaatmadja – poichè malato e con gravi problemi di vista, che Keith Michael Patrick O’Brien, arcivescovo di Saint Andrews ed Edinburgo. Quest’ultimo ha rimesso il governo pastorale nelle mani del Papa pochi giorni prima della fine del suo pontificato, il 18 febbraio, in seguito alle accuse di “comportamenti inappropriati“, avanzate da tre sacerdoti e da un ex sacerdote.