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Europee: campagna elettorale for dummies

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Fra poco meno di un mese si vota per le elezioni europee e, se il buongiorno si vede dal mattino, questa campagna elettorale si appresta a diventare addirittura peggiore delle precedenti.
Ecco le parti che i tre maggiori attori, Berlusconi, Grillo e Renzi stanno – più o meno – recitando.

RENZI

STRATEGIA – E’ il Presidente del Consiglio e, dei tre, è quello che può osare di meno. Forte della sua posizione, si presenta agli elettori come “l’uomo del fare” anche se, in questi due mesi, più che fare cose concrete (uno dei suoi slogan) ha fatto tanti annunci. Ha ottenuto la cancellazione (o, meglio, lo svuotamento) delle province e il bonus di 80 euro mensili ai lavoratori dipendenti con un reddito lordo compreso tra gli 8.000 e i 25.000 euro all’anno.
BERSAGLI – Usa la mano pesante contro Grillo, il suo principale competitor, anche se preferisce compatirlo per il suo fare da “uomo che abbaia alla luna” piuttosto che offenderlo o attaccarlo. Mira a evidenziare come, invece che voler abolire gli sprechi e tagliare i costi, faccia ostruzionismo su tutte le riforme. Con Berlusconi, invece, evita di affondare il colpo perchè sa che, in caso di un suo clamoroso tonfo elettorale (Forza Italia molto al di sotto del 20%), tutto l’impianto delle riforme (Italicum, Senato, Titolo V..) sarebbe in discussione e bisognerebbe ricominciare daccapo, con i soli voti di NCD e Scelta Civica.
PALCOSCENICO – Per la sua campagna elettorale userà la tv ma anche le piazze senza dimenticare che, da presidente del Consiglio, troverà maggior spazio nel TG anche grazie alle conferenze stampa sulle future leggi e riforme.

GRILLO

STRATEGIA – E’ partito in quarta sul blog con un articolo che, parafrasando Primo Levi, attacca Renzi e Napolitano. E’ sicuro non di vincere, ma di stravincere queste elezioni e ha dichiarato che, quando succederà, le prime due cose che farà saranno di andare da Napolitano a chiedere di dargli in mano il Governo e di andare dalla Merkel a stracciare il fiscal compact. Punta forte sul sentimento anti-europeista e ha proposto di indire un referendum sulla permanenza nell’Euro.
BERSAGLI – L’ebetino Renzi – come lo chiama lui – è il suo bersaglio preferito, anche se spesso sposta il mirino sul presidente Napolitano e sulla Germania. Condanna il patto per le riforme costituzionali che Renzi ha fatto con il pregiudicato Berlusconi e giudica gli 80 euro come un’elemosina una tantum che non cambia la vita a nessuno.
PALCOSCENICO – Come già sperimentato per le elezioni politiche 2013 con lo Tsunami Tour, Grillo girerà le piazze italiane: è già stato a Piombino, dove ha tenuto un comizio davanti all’acciaieria ex Lucchini, e all’assemblea degli azionisti Mps.

BERLUSCONI

STRATEGIA – Poco prima dell’apertura della campagna elettorale è arrivata la sentenza di affidamento ai servizi sociali, dove Berlusconi lavorerà “almeno una volta alla settimana e per un tempo non inferiore a quattro ore consecutive” con i malati di Alzheimer nella struttura per anziani della Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone. Berlusconi ha così una certa “agibilità politica” visto che non potrà uscire dalla Lombardia, ma potrà andare a Roma dal martedì al giovedì di ogni settimana a patto che sia in casa tra le 23 e le 6 del mattino. E’ partito subito all’attacco dei tedeschi – dicendo che, secondo loro, i lager non sono mai esistiti – e di Napolitano, reo di non avergli concesso la grazia motu proprio. Si sente vittima di un colpo di Stato e giudica come ridicola la sua condanna ai servizi sociali.
BERSAGLI – Con Renzi, per non compromettere la collaborazione sulle riforme, ha usato dei toni soft definendolo un “simpatico tassatore” e bollando come mancia elettorale gli 80 euro del bonus in busta paga. Ha paragonato poi Grillo a Hitler e a Stalin, ma è più impegnato a motivare il suo elettorato sfiduciato e a frenate l’emorragia di voti verso NCD, PD e M5S che ad attaccare gli altri partiti. Ha impostato la sua campagna contro Napolitano, i giudici e la Germania, eletta a nemico numero 1 di queste elezioni.
PALCOSCENICO – Per Berlusconi la tv e la sua seconda casa e quindi imposterà la sua campagna elettorale partecipando a quante più trasmissioni televisive possibili per far passare il suo messaggio e per mostrare al suo elettorato che la sua battaglia continua.

 

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