Hyde Park Gate News

Scrivere è il piacere profondo, essere letti quello superficiale


Lascia un commento

Una cena da Carlo e Camilla, il ristorante di Cracco

Non ho mai preso in considerazione la cucina ricercata degli chef stellati ma, complici le puntate di MasterChef, mi sono lasciato incuriosire dai sapori e dalle ricette che Cracco, Barbieri, Bastianich e gli aspiranti chef proponevano in tv: ingredienti mai assaggiati e metodi di cottura mai sperimentati. Insomma la curiosità c’era ma, visti i costi dei ristoranti di alta cucina, il portafoglio non mi permetteva di soddisfarla. Gironzolando per la prima volta sui food blog ho scoperto invece che, dal 22 febbraio, Carlo Cracco (insieme al cognato Nicola Fanti) ha aperto un altro ristorante, Carlo e Camilla in segheria, dichiarando che si tratta di “un ristorante low cost: piatti basic ma realizzati con ingredienti di qualità altissima. Non ci sarà una linea di cucina precisa: seguiremo il mercato, i giorni, l’ispirazione del momento senza essere costretti dal menù. Poche proposte e prezzi inevitabilmente più contenuti: massimo 40 euro, diciamo”.

Cracco spiega che il nome del ristorante “allude alla coppia reale inglese, ma resta coi piedi per terra, in segheria”

Cracco spiega che il nome del ristorante “allude alla coppia reale inglese, ma vuole restare coi piedi per terra, in segheria”

IMG_3750

Il cortile della segheria

Beh, perfetto per iniziare. Il ristorante si trova nella vecchia segheria di via Meda, dove la proprietaria Tanja Solci è riuscita a miscelare un design ricercato – sedie Cappellini, chandelier, teiere e piatti Richard Ginori – con il cemento e la lamiera di un ambiente grezzo e post-industriale. Il contrasto funziona, ma la trovata più originale è sicuramente il grande tavolo in legno di cedro sbiancato a forma di croce – segato direttamente in cortile, così da riportare per un attimo la segheria alle sue origini – che accoglie i 65 coperti del ristorante IMG_3752 Si cena quindi seduti accanto agli altri clienti e a mio parere, superato l’imbarazzo iniziale, la cosa non è affatto male: ti offre la possibilità di sbirciare cosa ordinano i vicini, per poterti destreggiare tra i nomi semi-sconosciuti degli ingredienti che si leggono nella lista dei piatti. E poi c’è la musica di sottofondo che aiuta a mantenere riservate le conversazioni. Il menù – preparato dagli chef Emanuele Pollini e Simone Gobbi –  è minimal: sul retro di un cartoncino si può scegliere tra quattro antipasti, quattro primi, quattro secondi e tre dolci. Poi c’è qualcosa fuori-menù, ma non molto. Gli ingredienti sono ricercati anche se, la cosa che colpisce di più, sono gli accostamenti: l’uovo “benedectine” servito con liquerizia e lavanda, gli spaghetti alle alici conditi con lime e caffè, la burrata immersa nella passata di zucchine. E poi ci sono gli ingredienti più strani (tipo lo shiso, che io assolutamente non conoscevo), ma i camerieri sono ben preparati e ti sanno “raccontare i piatti” spiegandoti con competenza sapori e profumi (grazie Federico per la pazienza). I prezzi sono più o meno omogenei: tra i 16 e i 18 euro per antipasti e primi piatti, tra i 22 e i 26 euro per i secondi e 9 o 10 euro per il dolce. L’offerta delle bevande è notevole, sia per quanto riguarda i vini (la lista cambia ogni mese) che per quanto riguarda i cocktails: Filippo Sisti prepara dei drink originali, mischiando sapori apparentemente lontani tra loro ma che lui sa abbinare alla perfezione ai piatti ordinati dai clienti. IMG_3756 IMG_3757

Eravamo a cena in due, e così ognuno assaggiava il piatto dell’altro. Io ho preso un antipasto di cozze impanate (“mi raccomando, non gratinate, è diverso!”) e poi ho assaggiato i fiori di zucca col pomodoro e basilico. Gustosi entrambi, anche se le cozze erano più saporite e, soprattutto, era la prima volta che le mangiavo cucinate così.

IMG_3758

Cozze impanate

IMG_3759

Fiori di zucca, pomodoro e basilico

Come primo ho ordinato passatelli asciutti, tropea, shiso e vongole e il cameriere mi ha messo in guardia: “La avviso che il piatto avrà un gusto piuttosto dolce”. Era vero, ma i passatelli non erano affatto male. Il piatto è molto delicato, con la cipolla di tropea che dà il tocco di classe. Ho assaggiato anche gli agnolotti alle melanzane, lattuga e prosciutto croccante e devo dire che mi sono piaciuti di più, perchè adoro il prosciutto croccante e perchè il ripieno di melanzana era favoloso.

IMG_3761

Passatelli asciutti, tropea, shiso e vongole

IMG_3763

Agnolotti alle melanzane, lattuga e prosciutto croccante

 

Di secondo mi sono buttato sulla carne, scegliendo pancetta di maiale croccante con ortaggi e foglie. Il piatto era gustoso e aveva un tocco di classe che manco avevo notato: accanto alla carne c’era polvere di latte bruciato (nella foto è quella chiara) e polvere di malto bruciato (nella foto è quella più scura). Io pensavo si trattasse soltanto di una decorazione, invece serviva per esaltare il gusto della pancetta, che era croccante sopra e morbida dentro. L’alta cucina non smette mai di stupire… Ho provato anche lo stinco di vitello glassato con insalata di legumi ed erbe aromatiche, dove si potevano intravedere, sotto la glassatura, dei piccoli fiorellini (non sapevo che si mangiassero i fiori!). Il piatto era buono, ma la mia pancetta vinceva…

IMG_3765

Pancetta di maiale croccante con ortaggi e foglie

IMG_3767

Vitello glassato con insalata di legumi ed erbe aromatiche

Infine il dolce: anche se ero pieno da scoppiare, ho chiesto una tortina di grano saraceno, crema pasticcera al Fernet Branca e frutti di bosco. Beh, insomma, buono ma nulla di spettacolare. Ho avuto il rimpianto di non aver scelto il gateaux di cioccolato (Valhrona), chantilly al litchi e frutta fresca, che era fantastico: il cioccolato si scioglieva in bocca e la chantilly al litchi, superata la perplessità iniziale, era veramente ottima!

IMG_3769

Tortina di grano saraceno, crema pasticcera al Fernet Branca e frutti di bosco

IMG_3771

Gateaux di cioccolato (Valhrona), chantilly al litchi e frutta fresca

Insomma la cena “da Cracco” ha rispettato le attese: i piatti, oltre che buoni e gustosi, sono molto ben curati e poco convenzionali (certi ingredienti e accostamenti, onestamente, non si trovano nel ristorante sotto casa). Ne vale la pena per togliersi uno sfizio. Infine, ciliegina sulla torta, quella sera non ho dovuto nemmeno preoccuparmi del portafoglio: a causa di un disguido rimediato il primo aprile, la cena è stata gentilmente offerta da Carlo e Camilla. Meglio di così…

Se avessi pagato il conto però, per il mio antipasto, primo, secondo e dolce – includendo il vino, il cocktail e il caffè – avrei speso circa 76 euro. Altro che 40 euro: Carlo Cracco sa cucinare bene, ma con la matematica non ci siamo proprio.


2 commenti

I miei pronostici per il mondiale. Si parte con il girone..

qualificazioni-mondiali-2014-litalia-vola-in-brasile-vittoria-in-rimonta-con-la-repceca-2-1_1_big

Fra un mese iniziano i mondiali di Brasile 2014 e l’argomento sta entrando prepotentemente nelle chiacchiere tra amici. Durante una pausa pranzo io e un mio collega ci siamo divertiti a immaginare come andrà l’Italia nella fase a gironi.

L’Italia è inserita nel gruppo D, insieme a Uruguay, Inghilterra e Costa Rica.
Sulla carta è un girone facile ma si sa che la Nazionale Italiana, ai mondiali, è fenomenale nel vincere partite impossibili e nel perdere malamente partite facili.
Si parte la notte tra il 14 e il 15 giugno: gli azzurri giocano allo stadio Arena Amazonia della città di Manaus contro l’Inghilterra di Roy Hodgson. Si tratta dell’esordio, nessuna delle squadre vuole perdere o fare brutta figura e quindi le formazioni scendono in campo contratte. La partita è bruttina, nessuno si prende dei rischi e il risultato è uno scialbo zero a zero, con Mario Balotelli che gioca male e appare nervosissimo, ignora i compagni e si prende un cartellino.
L’Uruguay batte la Costa Rica e la classifica diventa:
Uruguay 3
Inghilterra 1
Italia 1
Costa Rica 0

Venerdì 20, alle 18 italiane si gioca Italia-Costa Rica allo stadio Arena Pernambuco di Recife. L’Italia parte favorita anche se cominciano a montare le polemiche sui giornali italiani: il modulo scelto da Prandelli non è quello più adeguato, la sua insistenza a puntare sul capriccioso e nervoso Balotelli viene aspramente criticata e il rendimento di alcuni giocatori non è stato giudicato all’altezza, forse perchè spremuti troppo dagli impegni con le rispettive squadre di club.
Scende in campo la stessa formazione di Manaus ma si vede da subito che l’Italia gioca con sufficienza, convinta di potere vincere la partita facilmente. E invece va sotto di un gol e si scatena lo psicodramma: Prandelli sfrutta tutti e tre i cambi e, nel secondo tempo, cambia la situazione e la squadra azzurra riesce a pareggiare, ma non a convincere. La situazione si fa complicata perchè l’Uruguay pareggia contro l’Inghilterra e prende il volo in classifica:
Uruguay 4
Inghilterra 2
Italia 2
Costa Rica 1

Passano le prime due di ogni girone e all’Italia, per accedere agli ottavi, serve assolutamente una vittoria. Le polemiche esplodono e il capro espiatorio di questa brutta situazione è naturalmente Mario Balotelli. Prandelli in allenamento prova diverse soluzioni alternative, mischia le carte e cambia il modulo in vista della partita contro l’avversario più forte, l’Uruguay. La partita decisiva si gioca il 24 giugno alle 18 nello stadio Arena Das Dunas di Natal. L’Uruguay di Oscar Washington Tabarez (ex allenatore del Milan) si presenta con il tridente Cavani-Suarez-Forlan. Luis Suarez è il capocannoniere uscente della Premier League, Cavani il fenomeno ammirato a Napoli e poi a Parigi e Forlan è stato eletto miglior giocatore dei mondiali 2010, dove l’Uruguay è arrivato quarto.
Balotelli non è in campo e con lui metà della squadra che ha giocato le due partite precedenti. I calciatori sentono la tensione della sfida e il gioco non è per niente fluido e spettacolare. A fine primo tempo si è ancora in parità.
Nella ripresa si gioca il tutto per tutto e, quando le speranze stavano per spegnersi, all’ottantesimo arriva il gol su calcio d’angolo su una “palla sporca”, forse toccata di stinco.
L’ultimo quarto d’ora è un inferno: l’Uruguay è costantemente nell’area italiana e la difesa non è così affidabile come ai mondiali del 2006. Non è un momento per i deboli di cuore ma, dopo minuti che sembrano secoli, l’arbitro porta il fischietto alle labbra e dichiara finito il match.
La classifica finale del girone è:
Inghilterra 5
Italia 5
Uruguay 4
Costa Rica 1

Accedono agli ottavi Italia e Inghilterra. Ce la vedremo con Colombia, Grecia, Giappone o Costa D’Avorio?


Lascia un commento

Europee: campagna elettorale for dummies

Fra poco meno di un mese si vota per le elezioni europee e, se il buongiorno si vede dal mattino, questa campagna elettorale si appresta a diventare addirittura peggiore delle precedenti.
Ecco le parti che i tre maggiori attori, Berlusconi, Grillo e Renzi stanno – più o meno – recitando.

RENZI

STRATEGIA – E’ il Presidente del Consiglio e, dei tre, è quello che può osare di meno. Forte della sua posizione, si presenta agli elettori come “l’uomo del fare” anche se, in questi due mesi, più che fare cose concrete (uno dei suoi slogan) ha fatto tanti annunci. Ha ottenuto la cancellazione (o, meglio, lo svuotamento) delle province e il bonus di 80 euro mensili ai lavoratori dipendenti con un reddito lordo compreso tra gli 8.000 e i 25.000 euro all’anno.
BERSAGLI – Usa la mano pesante contro Grillo, il suo principale competitor, anche se preferisce compatirlo per il suo fare da “uomo che abbaia alla luna” piuttosto che offenderlo o attaccarlo. Mira a evidenziare come, invece che voler abolire gli sprechi e tagliare i costi, faccia ostruzionismo su tutte le riforme. Con Berlusconi, invece, evita di affondare il colpo perchè sa che, in caso di un suo clamoroso tonfo elettorale (Forza Italia molto al di sotto del 20%), tutto l’impianto delle riforme (Italicum, Senato, Titolo V..) sarebbe in discussione e bisognerebbe ricominciare daccapo, con i soli voti di NCD e Scelta Civica.
PALCOSCENICO – Per la sua campagna elettorale userà la tv ma anche le piazze senza dimenticare che, da presidente del Consiglio, troverà maggior spazio nel TG anche grazie alle conferenze stampa sulle future leggi e riforme.

GRILLO

STRATEGIA – E’ partito in quarta sul blog con un articolo che, parafrasando Primo Levi, attacca Renzi e Napolitano. E’ sicuro non di vincere, ma di stravincere queste elezioni e ha dichiarato che, quando succederà, le prime due cose che farà saranno di andare da Napolitano a chiedere di dargli in mano il Governo e di andare dalla Merkel a stracciare il fiscal compact. Punta forte sul sentimento anti-europeista e ha proposto di indire un referendum sulla permanenza nell’Euro.
BERSAGLI – L’ebetino Renzi – come lo chiama lui – è il suo bersaglio preferito, anche se spesso sposta il mirino sul presidente Napolitano e sulla Germania. Condanna il patto per le riforme costituzionali che Renzi ha fatto con il pregiudicato Berlusconi e giudica gli 80 euro come un’elemosina una tantum che non cambia la vita a nessuno.
PALCOSCENICO – Come già sperimentato per le elezioni politiche 2013 con lo Tsunami Tour, Grillo girerà le piazze italiane: è già stato a Piombino, dove ha tenuto un comizio davanti all’acciaieria ex Lucchini, e all’assemblea degli azionisti Mps.

BERLUSCONI

STRATEGIA – Poco prima dell’apertura della campagna elettorale è arrivata la sentenza di affidamento ai servizi sociali, dove Berlusconi lavorerà “almeno una volta alla settimana e per un tempo non inferiore a quattro ore consecutive” con i malati di Alzheimer nella struttura per anziani della Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone. Berlusconi ha così una certa “agibilità politica” visto che non potrà uscire dalla Lombardia, ma potrà andare a Roma dal martedì al giovedì di ogni settimana a patto che sia in casa tra le 23 e le 6 del mattino. E’ partito subito all’attacco dei tedeschi – dicendo che, secondo loro, i lager non sono mai esistiti – e di Napolitano, reo di non avergli concesso la grazia motu proprio. Si sente vittima di un colpo di Stato e giudica come ridicola la sua condanna ai servizi sociali.
BERSAGLI – Con Renzi, per non compromettere la collaborazione sulle riforme, ha usato dei toni soft definendolo un “simpatico tassatore” e bollando come mancia elettorale gli 80 euro del bonus in busta paga. Ha paragonato poi Grillo a Hitler e a Stalin, ma è più impegnato a motivare il suo elettorato sfiduciato e a frenate l’emorragia di voti verso NCD, PD e M5S che ad attaccare gli altri partiti. Ha impostato la sua campagna contro Napolitano, i giudici e la Germania, eletta a nemico numero 1 di queste elezioni.
PALCOSCENICO – Per Berlusconi la tv e la sua seconda casa e quindi imposterà la sua campagna elettorale partecipando a quante più trasmissioni televisive possibili per far passare il suo messaggio e per mostrare al suo elettorato che la sua battaglia continua.