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Berlusconi: ma adesso cosa succede?

BerlusconiSilvio Berlusconi è stato condannato in primo grado.
Titoli roboanti, festeggiamenti oppure indignazione. Quali sono i prossimi passi?

LA CONDANNA

La condanna è arrivata, ed è stata prorompente: sette anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici. Si tratta di un anno in più di quanto chiesto dall’accusa poichè i giudici hanno rimodulato l’accusa in concussione per costrizione (articolo 317) invece che induzione (articolo 319 quater, introdotto dalla nuova legge sulla corruzione). E’ stata inoltre disposta l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’interdizione legale per la durata della condanna. I giudici hanno chiesto anche alla procura di indagare se i 32 testimoni a favore del Cavaliere abbiano reso falsa testimonianza.

I GRADI DI GIUDIZIO

I gradi di giudizio sono tre: primo grado, al quale si può far ricorso in appello per poi concludere, se si prosegue, in Corte di Cassazione.
C’è il primo grado di giudizio di merito, che si conclude con una sentenza di primo grado. Questa sentenza può essere impugnata sia dal pubblico ministero che dalla difesa dell’imputato che dalla parte civile mediante atto di appello. Si celebra quindi il secondo grado di giudizio, ossia il giudizio di appello presso la corte d’appello. Cambiano i giudici e il più delle volte cambia anche il pubblico ministero (dipende dell’anzianità di servizio). Nell’atto di appello si possono rilevare sia vizi di legittimità (relativi alla tempistica, per esempio) sia vizi di merito (i fatti si sono svolti diversamente).
Il secondo grado di giudizio in genere è molto più breve, perché salvo casi eccezionali la corte d’appello decide in base alle prove che sono state raccolte durante il primo grado (quindi ad esempio non si risentono i testimoni). Per Berlusconi, infatti, la sentenza è attesa in autunno.
All’esito del giudizio di secondo grado la corte d’appello emette sentenza, che può confermare quella di primo grado oppure stravolgerla, oppure modificarla parzialmente.
Anche la sentenza di appello è impugnabile, attraverso il ricorso alla Corte di Cassazione che è solo a Roma e accetta solo ricorsi per i vizi di legittimità, non per quelli di merito. I vizi classici di legittimità sono la violazione di legge oppure il difetto o la incompletezza o la non logicità della motivazione.
La Cassazione o rigetta il ricorso oppure, appunto, “cassa” (modifica oppure annulla e rimanda indietro) la sentenza di secondo grado

BERLUSCONI NELLE MANI DEL PARLAMENTO

Nel caso in cui la Cassazione dovesse confermare una delle condanne per le quali Berlusconi è indagato in via definitiva (per esempio si sta dibattendo anche il caso Mediaset – diritti tv) e nel caso in cui non si potessero applicare attenuanti generiche, né sconti di pena, siccome il Cavaliere è un Senatore, toccherebbe al Parlamento autorizzare un eventuale arresto o misura cautelare. Potrebbe chiedersene l’arresto immediato – sempre con il via libera del Parlamento – solo se i giudici ravvisassero pericolo di fuga o d’inquinamento delle prove. Ma non è questo il caso.
Lo stesso discorso vale per l’interdizione dai pubblici: è valida ma non è applicabile immediatamente.
Ma c’è di più: se nel 2014 si votasse, Berlusconi potrebbe tranquillamente candidarsi ed essere eletto, salvo perdere ogni carica in caso di condanna definitiva. L’interdizione, infatti, produrrebbe la perdita perpetua di tutti i diritti politici e d’ogni funzione pubblica, ma anche di titoli e decorazioni. Per esempio non sarebbe più Cavaliere del lavoro.

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