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Ferguson al tempo di Zamparini

Sir-Alex-FergusonLa notizia del giorno è che Sir Alex Ferguson, che non è non semplicemente l’allenatore ma il manager del Manchester United (perchè lui gestisce anche il mercato) si ritira a 71 anni, dopo 27 passati ininterrottamente alla guida della squadra inglese.

Leggendo la sua biografia mi è subito saltata all’occhio una cosa: l’allenatore scozzese ha firmato per il Man Utd il 6 novembre 1986 ma la sua prima vittoria (come direbbe Mourinho, il suo primo “titulo”) lo ha vinto solo nel 1990. Una coppa d’Inghilterra nella stagione 1989-1990, ben quattro anni dopo!

Però Ferguson non ha costruito solo un successo, ha costruito una scuola di calcio che lo ha portato a vincere, negli anni, 13 campionati inglesi sui 20 presenti nella bacheca dello United oltre a 5 FA Cup, quattro coppe di Lega inglesi e due Champions League.

Tutto questo è frutto della programmazione e della capacità del tecnico scozzese di ricostruire le sue squadre anche dopo cessioni eccellenti come quelle di David Beckham dopo il leggendario treble del 2003 (vittoria nella stessa stagione di campionato, coppa nazionale e Champions League) e di Cristiano Ronaldo nel 2009.
In entrambi i casi Ferguson tornò alla vittoria, ma non subito: la dirigenza e i tifosi hanno avuto la pazienza di aspettare che la nuova squadra avesse il tempo per ritrovarsi, rafforzarsi e amalgamarsi. Per esempio, la prima Premier League vinta nell’era post-Beckham arrivò solo quattro anni dopo, nel 2007, proprio grazie al nuovo campione Cristiano Ronaldo, che Fergie (così lo chiamano i tabloid inglesi) prelevò dallo Sporting Lisbona proprio nel 2003.

Programmazione, quindi, ma anche pazienza e fiducia nel metodo di lavoro.
In Italia (ma anche in Spagna, per esempio) quale presidente avrebbe concessso al nuovo allenatore quattro anni prima dell’arrivo di una vittoria? Quale dirigente o tifoso avrebbe assistito alla partenza della stella della propria squadra in silenzio, per poi rimanere quattro anni a bocca asciutta guardando festeggiare i rivali di sempre?

L’Inghilterra è la patria del calcio e ha una cultura diversa dai paesi latini, più impazienti e umorali. Il calcio è vissuto come una passione totale, il tifo per la squadra del cuore è una vera e propria religione, ma il rispetto del fair play e delle regole vengono prima di tutto.Zamparini
Grazie al fatto che agli stadi sono di proprietà dei club, le strutture sono sicure ed efficienti oltre che remunerative per le società. Gli spettatori assistono a un vero e proprio spettacolo poichè il campo di gioco non è separato dagli spalti da barriere o vetrate e per questo le capita di frequente che intere famiglie con bambini siano abbonate al campionato e sempre presenti sugli spalti.

Invece Maurizio Zamparini? Beh, i numeri parlano per lui: nei suoi 25-26 anni di calcio, spesi tra Venezia e Palermo, l’imprenditore friulano ha messo a libro paga 43 allenatori: il primo è stato Ferruccio Mazzola, fratello del più noto Sandro, al Venezia in C2 nel 1987-88 e ne ha esonerati ben 35 al ritmo di 1,65 contratti firmati e 1,34 esoneri per ogni stagione. Chissà quanto sarebbe durato con lui Sir Alex Ferguson…