Hyde Park Gate News

Scrivere è il piacere profondo, essere letti quello superficiale


Lascia un commento

Non ci ho capito niente. Ma forse nemmeno loro..

taxi-new-yorkHo seguito le votazioni per la scelta del presidente della Repubblica mentre ero in viaggio a New York, negli Stati Uniti. Beh, seguito è una parola grossa, perché il fuso orario e il poco tempo per mettersi a leggere per bene mi ha consegnato informazioni incomplete e frammentate.
Tradotto: non ci ho capito niente. Poi sono tornato in Italia, ho riletto qua e là e  – ancora una volta – non ci ho capito niente!

Mentre a Boston si consumava il dramma di due studenti universitari che piazzano una bomba all’arrivo della maratona, in Italia si assisteva all’impazzimento collettivo di senatori e deputati eletti per il centro-sinistra. Candidi Marini perché vuoi l’inciucio (perché??), e poi lo affondi. Cambi idea e candidi Prodi perché NON vuoi l’inciucio, e lo impallini. Alla quinta (non alla cinquantesima) votazione decidi che basta – è troppo – e vai in ginocchio da Napolitano, e gli chiedi di ricandidarsi, a 88 anni. E fai l’inciucio.

Allora non sono io che non ho capito, allora non era colpa del fuso orario e della lontananza, sono proprio loro che sono schizofrenici!
Io sinceramente non so se questo governo centro-sinistra-centro-destra fosse, a questo punto, inevitabile oppure no. So per certo che era evitabilissimo sia prima delle elezioni – bastava fare una campagna elettorale minimamente decente – sia dopo le elezioni, gestendo meglio la situazione. Si sa però che col senno di poi non si fa nulla.
E allora oggi si assisterà al voto di fiducia di un governo con Letta premier e Alfano vice, quello che escludevo (con Bersani al posto di Letta) qui. Però sono passati 34 giorni da quel post, e ancora un governo non si riusciva a fare.
Civati dice che era tutto già scritto, un’abile mossa dell’ala inciucista del Pd. Forse ha ragione, o forse sopravvaluta troppo i suoi colleghi: magari è solo frutto di ingenuità mista a incompetenza che ha portato a lasciarsi sfuggire di mano la situazione. Roba da crisi di panico, da non sapere più cosa si sta facendo e cosa bisogna fare.
Di positivo c’è che l’Italia ha finalmente un governo che forse, e dico forse, potrà metter mano a quei temi che stanno togliendo la speranza a molti: il lavoro e le tasse. E poi cambiare la famigerata legge elettorale. Perché, se si andasse a votare oggi, chi lo dice che il risultato sarebbe diverso? E chi lo dice che non sarebbe invece peggiore? (vedi qui) .
Di negativo c’è che quel governo ha tutto l’interesse per fare bene ma ha tutti gli ingredienti per esplodere come una polveriera appena si tocca il primo nervo scoperto: legge anti-corruzione, conflitto di interessi, finanziamento pubblico ai partiti. Senza contare che alcuni processi di Berlusconi sono in dirittura d’arrivo: come reagirà il leader del Pdl?
governoletta1Io penso che Letta abbia poco tempo (come dice Francesco Costa), non più di sei mesi, per massimizzare i risultati del suo governo. Poi partirà il logoramento.

Secondo me si rivota tra un anno circa, al massimo un anno e mezzo.
Il mio auspicio è che sulle schede elettorali ci siano i nomi di persone diverse.


1 Commento

Domande con risposta incorporata

check inMi è capitato di volare recentemente per New York con un volo KLM, prenotato sul sito di Airfrance e portato a termine per la prima tratta, Milano – Amsterdam, da Alitalia.
Un casino solo a capire con che aereo sarei volato ma vabbè, il prezzo era molto buono.
All’aeroporto di Linate,dopo aver fatto il check-in e mentre ero in attesa di imbarcarmi, si avvicina una ragazza in divisa e con in mano un plico di fogli:
“Buongiorno, mi scusi, posso farle alcune domande?”.
Ero lì al cazzeggio e quindi rispondo di sì senza problemi.
“Mi può dire il suo cognome, per favore?“.
Io glielo dico ma la cosa mi mette a disagio: cos’è, mi schedano??
Lei così passa alla domanda successiva: “Volevo sapere se al check-in hanno pesato ed etichettato il suo bagaglio a mano”.
Non l’avevano pesato, né a me né a mia moglie. Porca troia, adesso vado nei casini e mi tocca rifare il check-in. E se lo trovano troppo pesante cosa succede?
Come prima reazione mi viene da mentire, ma poi penso che dire la verità sia sempre meglio. Rispondo allora:  “A essere sincero no, non me l’hanno pesato”.
Poi per capire se mi sono cacciato nei guai faccio il vago e chiedo: “Perché, mi scusi?”.
Lei mi guarda con gli occhi fuori dalle orbite: “Come non gliel’hanno pesato? Dice davvero?”.
Io non ci capisco più niente ma ammetto: “Sì, non me l’hanno pesato e non ho etichette, come può vedere”.
Arrossisce e va in panico: “Questo mi mette in imbarazzo. Mi spiace ma non posso scriverlo”.
Io non ci posso credere: “In che senso non può scriverlo, guardi che è la verità..”.
Lei tenta di giustificarsi: “Sì ma si suppone che tutti i bagagli a mano siano pesati ed etichettati, non è possibile il contrario”.
“Beh, a me è successo”.
E lei, quasi sprezzante: “Non posso scriverlo, mi dispiace. Arrivederci”. E se ne va.
Quindi si sposta più in là e, con un sorriso, propone la stessa domanda a delle persone sedute vicino a me, che fortunatamente avevano la risposta che lei si aspettava. E che non la mandava in panico.


Lascia un commento

I partiti sono morti

Sembra un’altra delle sparate di Grillo, ma non è così.

L’ha detta Roberto Weber, il direttore dell’istituto demoscopico Swg, in un’intervista a Quotidiano.net:

La fiducia nei partiti è scesa intorno al 4%. Significa che tutto il tessuto di affidamento sta andando a pezzi. Le idee di forma partito è morta, c’è solo la tribù. Al contrario di quello che aveva pensato Bersani, regge solo la persona. Ora hai i voti solo se hai il leader

Il ragionamento è scaturito dai dati Swg che fotografano la fiducia (non direttamente trasformabile in voti) degli italiani nei politici di oggi:

  • Bersani 32%

  • Grillo 29% (-7%)

  • Berlusconi 24%

E poi c’è Renzi, con una percentuale altissima, il 54%!

Perchè il sindaco di Firenze ha una percentuale così alta? In fin dei conti, Weber dice: “Sappiamo che è il sindaco di Firenze, che ha fatto delle primarie strepitose, ma non sappiamo se è la persona che è in grado di tirar fuori il Paese dai guai in cui si trova”.

Renzi

Secondo me la chiave di tutto questo sta proprio nell’aspettativa, nel nuovo che avanza. La gente si focalizza sulla novità e non si addentra troppo nei contenuti, così come probabilmente la maggior parte delle persone che ha votato Grillo non è mai stata sul suo blog.

Razionalmente, infatti, non c’è alcuna certezza che Renzi possa fare di più e meglio dei suoi predecessori come leader ma, visto che non lo è ancora diventato, ci si aspettano meraviglie. E’ un po’ la storia del “peggio di così non si può fare”.
Soprattutto in tempi di crisi, le persone tendono ad affidarsi a dei leader piuttosto che a programmi e a partiti, a delle figure-guida che sembrano incarnare la via per uscire dal guado. Non cercano la strada vecchia (o l’usato sicuro, come si è presentato Bersani), ma qualcuno in grado di fare il miracolo.

Questo modo di pensare ha portato certamente a derive negative – basti pensare a Benito Mussolini o a Adolf Hitler – ma ha avuto anche i suoi risvolti positivi come per esempio Barack Obama (il suo messaggio “Change” ha giocato proprio su quello) o Tony Blair che, con il suo New Labour, ha rappresentato un punto di svolta e di discontinuità col passato del laburismo inglese.

Il personaggio carismatico certamente divide l’opinione pubblica – o si odia o si ama – ma è anche colui che è in grado di concentrare su di sè i voti di chi, storicamente, non ha scelto il suo partito alle urne.
E’ il caso di Barack Obama: nella storica campagna elettorale del 2008 – che gli valse la prima Presidenza degli Stati Uniti – molte persone non hanno votato per le idee e i programmi del partito Democratico ma hanno votato per la persona – il primo Presidente Afroamericano – che è stato capace di farli sognare coi suoi comizi e che ha incarnato meglio di tutti il cambiamento in un’era dove la crisi economica si stava affacciando prepotentemente.

Lo stesso destino potrebbe – e vorrebbe – seguire Matteo Renzi. Ha perso le primarie nell’inverno del 2012 ma proprio grazie a questo, paradossalmente, si è tenuto alla larga da questa palude elettorale nella quale la politica italiana ristagna dal 25 febbraio (per chi si fosse perso a che punto siamo, qui è spiegato bene, coi disegnini).

Si tratta però di ipotesi di scuola: adesso la palla è in mano a Napolitano e i suoi saggi, il 15 aprile cominciano le consultazioni per trovare il suo successore. Per il futuro, si vedrà.


Lascia un commento

Le donne non meritano?

Non ha fatto in tempo a dire i nomi dei 10 “saggi”, che subito si sono scatenate le polemiche.
Giorgio Napolitano, per cercare di risolvere l’empasse governativa (il M5S che non vuole stare col Pd, il Pd che non vuole stare col Pdl, il Pdl che vuole il governassimo in cambio della scelta del nome del prossimo Presidente della Repubblica) ha convocato 10 persone

“diverse tra loro ma con alcune caratteristiche di competenza o istituzionali, di fare una specie di «quadro sinottico» di problemi da affrontare, tenendo conto delle posizioni che si sono espresse finora o aggiungendovi ciò che vorranno”.

Tra queste persone non c’è nemmeno una donna. Apriti cielo.
Da ogni parte, da destra e da sinistra, dalla politica e dalle associazioni, sono piovute critiche perché il presidente della Repubblica si è dimenticato dell’altra metà del cielo.

Immagine

Io non sono d’accordo. Io sono cresciuto con l’idea che le donne abbiano gli stessi diritti, gli stessi doveri e le stesse potenzialità degli uomini; però penso anche che, dietro questa voglia di egualitarismo (e non di uguaglianza) ci siano troppo spesso dei discorsi strumentali, delle polemiche sterili e un po’ ipocrite.
Per me vale la regola che si sceglie il meglio, e se sono le donne a essere migliori, certo che si scelgono le donne! Non è una questione di genere, ma una questione di merito.

Perché Napolitano ha scelto solo uomini? Perché a capo delle cariche politiche o istituzionali che il presidente ha voluto coinvolgere, ci sono uomini.

Un discorso diverso è dire che, magari, alcune delle scelte non sono state proprio azzeccate. Ma questo prescinde dal fatto che si tratti di uomini o di donne, il giudizio è sulla persona.

P.S.: in ogni caso Napolitano, oggi, se ne è scusato:
https://twitter.com/claudiocerasa/status/319068817202487296