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L’apriscatole inceppato

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Quando il gioco si fa duro, i duri si sfaldano al primo ostacolo.
E’ un po’ questa la situazione che si è delineata al termine delle votazioni per le presidenze di Camera e Senato.

Il MoVimento 5 stelle, che si dichiarava compatto e trasparente, non è stato nessuna delle due cose: la riunione durante la quale si è deciso la posizione da tenere al ballottaggio tra Grasso e Schifani non è stata trasmessa in streaming e la decisione finale, presa a maggioranza e che ha comportato urla e malumori, è stata disattesa da – si stima – dodici senatori.
A gettare benzina sul fuoco ci ha pensato Beppe Grillo, che in un suo post – di seguito modificato e ammorbidito parecchio – ha di fatto spinto alle dimissioni i dissidenti (“Se qualcuno si fosse sottratto a questo obbligo ha mentito agli elettori, spero ne tragga le dovute conseguenze”).

E così l’apriscatole di Grillo, si è inceppato.

Nella notte, sul blog del M5S, sono comparsi diversi commenti infuocati che difendevano la scelta di votare per l’ex capo della direzione nazionale antimafia, soprattutto perchè l’alternativa era votare per Renato Schifani, presidente del Senato uscente ma che, nel passato, ha frequentato persone poi accusate di concorso esterno in associazione mafiosa.

https://twitter.com/beppe_grillo/status/313606120130355200

I senatori che hanno ammesso il loro voto per Pietro Grasso, per adesso, sono sette: tre eletti nel Lazio (Marino Mastrangeli, Giuseppe Vacciano e Elena Fattori), due in Sicilia (Francesco Campanella, Fabrizio Bocchino e Mario Michele Giarrusso) e uno in Campania (Bartolomeo Pepe).

Qui Grillo ha sbagliato a gestire la situazione dall’inizio alla fine: gli sarebbe bastato lasciare libertà di scelta ai suoi senatori – e poi sbandierare la grande democrazia che c’è nel MoVimento – oppure chieder loro di votare per Grasso, la soluzione di gran lunga migliore, e poi sbandierare la grande compattezza dei Cinquestelle.

Infatti, poi, Grillo l’ha capito:

https://twitter.com/beppe_grillo/status/313607531329114112

Questo episodio apre una crepa nella compattezza e nella credibilità della truppa a Cinque Stelle, e la cosa più grave è che tutto questo succede alla prima vera sfida che i Grillini affrontano.
Però gli errori servono per fare esperienza, e non è detto che la prossima volta la situazione sarà gestita con maggiore efficacia. Già, per la parte di comunicazione, Grillo ha presentato sul suo blog la prima pezza:

https://twitter.com/beppe_grillo/status/313661674462789632

Da mercoledì 20 Napolitano incomincia il giro di consultazioni per formare il governo: il prossimo banco di prova per i neo eletti del MoVimento è servito.

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